L’uomo veramente grande

By admin On febbraio 15th, 2011

L’uomo veramente grande è colui che fa sentire grande ogni altro uomo.
– Gilbert Keith Chesterton

Ap 22, 16 “Io, Gesù,.. sono …, la stella radiosa del mattino”.

By admin On luglio 21st, 2008
 
 Ap 22, 16      « Io, Gesù, ho mandato il mio angelo per testimoniare a voi queste
cose riguardo alle Chiese. Io sono la radice e la stirpe di Davide, la stella
radiosa del mattino».
 

 

Dalla Genesi

By admin On maggio 30th, 2008
1
CREAZIONE E RIPOSO DIVINO
La creazione

1In principio Dio creò il cielo e la terra. 2La terra
era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l’abisso e lo spirito di Dio
aleggiava sulle acque.
3Dio disse: «Sia la luce!». E la luce fu.
4Dio vide che la luce era cosa buona e Dio separò la luce dalle
tenebre. 5Dio chiamò la luce giorno, mentre chiamò le tenebre notte.
E fu sera e fu mattina: giorno primo.
6Dio disse: «Sia un
firmamento in mezzo alle acque per separare le acque dalle acque».
7Dio fece il firmamento e separò le acque che sono sotto il
firmamento dalle acque che sono sopra il firmamento. E così avvenne.
8Dio chiamò il firmamento cielo. E fu sera e fu mattina: secondo
giorno.
9Dio disse: «Le acque che sono sotto il cielo si
raccolgano in un unico luogo e appaia l’asciutto». E così avvenne.
10Dio chiamò l’asciutto terra, mentre chiamò la massa delle acque
mare. Dio vide che era cosa buona. 11Dio disse: «La terra produca
germogli, erbe che producono seme e alberi da frutto, che fanno sulla terra
frutto con il seme, ciascuno secondo la propria specie». E così avvenne.
12E la terra produsse germogli, erbe che producono seme, ciascuna
secondo la propria specie, e alberi che fanno ciascuno frutto con il seme,
secondo la propria specie. Dio vide che era cosa buona. 13E fu sera e
fu mattina: terzo giorno.
14Dio disse: «Ci siano fonti di luce nel
firmamento del cielo, per separare il giorno dalla notte; siano segni per le
feste, per i giorni e per gli anni 15e siano fonti di luce nel
firmamento del cielo per illuminare la terra». E così avvenne. 16E
Dio fece le due fonti di luce grandi: la fonte di luce maggiore per governare il
giorno e la fonte di luce minore per governare la notte, e le stelle.
17Dio le pose nel firmamento del cielo per illuminare la terra
18e per governare il giorno e la notte e per separare la luce dalle
tenebre. Dio vide che era cosa buona. 19E fu sera e fu mattina:
quarto giorno.
20Dio disse: «Le acque brulichino di esseri viventi
e uccelli volino sopra la terra, davanti al firmamento del cielo».
21Dio creò i grandi mostri marini e tutti gli esseri viventi che
guizzano e brulicano nelle acque, secondo la loro specie, e tutti gli uccelli
alati, secondo la loro specie. Dio vide che era cosa buona. 22Dio li
benedisse: «Siate fecondi e moltiplicatevi e riempite le acque dei mari; gli
uccelli si moltiplichino sulla terra». 23E fu sera e fu mattina:
quinto giorno.
24Dio disse: «La terra produca esseri viventi
secondo la loro specie: bestiame, rettili e animali selvatici, secondo la loro
specie». E così avvenne. 25Dio fece gli animali selvatici, secondo la
loro specie, il bestiame, secondo la propria specie, e tutti i rettili del
suolo, secondo la loro specie. Dio vide che era cosa buona.
26Dio
disse: «Facciamo l’uomo a nostra immagine, secondo la nostra somiglianza: dòmini
sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutti gli animali
selvatici e su tutti i rettili che strisciano sulla
terra».

27E Dio creò l’uomo a sua immagine;
a immagine di
Dio lo creò:
maschio e femmina li creò.

28Dio li
benedisse e Dio disse loro:

«Siate fecondi e moltiplicatevi,
riempite
la terra e soggiogatela,
dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del
cielo
e su ogni essere vivente che striscia sulla
terra».

29Dio disse: «Ecco, io vi do ogni erba che produce
seme e che è su tutta la terra, e ogni albero fruttifero che produce seme:
saranno il vostro cibo. 30A tutti gli animali selvatici, a tutti gli
uccelli del cielo e a tutti gli esseri che strisciano sulla terra e nei quali è
alito di vita, io do in cibo ogni erba verde». E così avvenne. 31Dio
vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona. E fu sera e fu mattina:
sesto giorno.

2
Il riposo sabbatico

1Così furono portati a compimento il cielo e la terra e tutte le
loro schiere. 2Dio, nel settimo giorno, portò a compimento il lavoro
che aveva fatto e cessò nel settimo giorno da ogni suo lavoro che aveva fatto.
3Dio benedisse il settimo giorno e lo consacrò, perché in esso aveva
cessato da ogni lavoro che egli aveva fatto creando.
4aQueste sono
le origini del cielo e della terra, quando vennero creati. 4bNel
giorno in cui il Signore Dio fece la terra e il cielo 5nessun
cespuglio campestre era sulla terra, nessuna erba campestre era spuntata, perché
il Signore Dio non aveva fatto piovere sulla terra e non c’era uomo che
lavorasse il suolo, 6ma una polla d’acqua sgorgava dalla terra e
irrigava tutto il suolo. 7Allora il Signore Dio plasmò l’uomo con
polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l’uomo divenne un
essere vivente.
8Poi il Signore Dio piantò un giardino in Eden, a
oriente, e vi collocò l’uomo che aveva plasmato. 9Il Signore Dio fece
germogliare dal suolo ogni sorta di alberi graditi alla vista e buoni da
mangiare, e l’albero della vita in mezzo al giardino e l’albero della conoscenza
del bene e del male. 10Un fiume usciva da Eden per irrigare il
giardino, poi di lì si divideva e formava quattro corsi. 11Il primo
fiume si chiama Pison: esso scorre attorno a tutta la regione di Avìla, dove si
trova l’oro 12e l’oro di quella regione è fino; vi si trova pure la
resina odorosa e la pietra d’ònice. 13Il secondo fiume si chiama
Ghicon: esso scorre attorno a tutta la regione d’Etiopia. 14Il terzo
fiume si chiama Tigri: esso scorre a oriente di Assur. Il quarto fiume è
l’Eufrate.
15Il Signore Dio prese l’uomo e lo pose nel giardino di
Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse.
16Il Signore Dio diede
questo comando all’uomo: «Tu potrai mangiare di tutti gli alberi del giardino,
17ma dell’albero della conoscenza del bene e del male non devi
mangiare, perché, nel giorno in cui tu ne mangerai, certamente dovrai
morire».
18E il Signore Dio disse: «Non è bene che l’uomo sia
solo: voglio fargli un aiuto che gli corrisponda». 19Allora il
Signore Dio plasmò dal suolo ogni sorta di animali selvatici e tutti gli uccelli
del cielo e li condusse all’uomo, per vedere come li avrebbe chiamati: in
qualunque modo l’uomo avesse chiamato ognuno degli esseri viventi, quello doveva
essere il suo nome. 20Così l’uomo impose nomi a tutto il bestiame, a
tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli animali selvatici, ma per l’uomo non
trovò un aiuto che gli corrispondesse. 21Allora il Signore Dio fece
scendere un torpore sull’uomo, che si addormentò; gli tolse una delle costole e
richiuse la carne al suo posto. 22Il Signore Dio formò con la
costola, che aveva tolta all’uomo, una donna e la condusse all’uomo.
23Allora l’uomo disse:

«Questa volta
è osso dalle mie
ossa,
carne dalla mia carne.
La si chiamerà donna,
perché dall’uomo è
stata tolta».

24Per questo l’uomo lascerà suo padre e sua
madre e si unirà a sua moglie, e i due saranno un’unica
carne.
25Ora tutti e due erano nudi, l’uomo e sua moglie, e non
provavano vergogna.

3

1Il serpente era il più astuto di tutti gli animali selvatici che
Dio aveva fatto e disse alla donna: «È vero che Dio ha detto: «Non dovete
mangiare di alcun albero del giardino»?». 2Rispose la donna al
serpente: «Dei frutti degli alberi del giardino noi possiamo mangiare,
3ma del frutto dell’albero che sta in mezzo al giardino Dio ha detto:
«Non dovete mangiarne e non lo dovete toccare, altrimenti morirete»».
4Ma il serpente disse alla donna: «Non morirete affatto!
5Anzi, Dio sa che il giorno in cui voi ne mangiaste si aprirebbero i
vostri occhi e sareste come Dio, conoscendo il bene e il male».
6Allora la donna vide che l’albero era buono da mangiare, gradevole
agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza; prese del suo frutto e ne
mangiò, poi ne diede anche al marito, che era con lei, e anch’egli ne mangiò.
7Allora si aprirono gli occhi di tutti e due e conobbero di essere
nudi; intrecciarono foglie di fico e se ne fecero cinture.
8Poi
udirono il rumore dei passi del Signore Dio che passeggiava nel giardino alla
brezza del giorno, e l’uomo, con sua moglie, si nascose dalla presenza del
Signore Dio, in mezzo agli alberi del giardino. 9Ma il Signore Dio
chiamò l’uomo e gli disse: «Dove sei?». 10Rispose: «Ho udito la tua
voce nel giardino: ho avuto paura, perché sono nudo, e mi sono nascosto».
11Riprese: «Chi ti ha fatto sapere che sei nudo? Hai forse mangiato
dell’albero di cui ti avevo comandato di non mangiare?». 12Rispose
l’uomo: «La donna che tu mi hai posto accanto mi ha dato dell’albero e io ne ho
mangiato». 13Il Signore Dio disse alla donna: «Che hai fatto?».
Rispose la donna: «Il serpente mi ha ingannata e io ho
mangiato».
14Allora il Signore Dio disse al
serpente:

«Poiché hai fatto questo,
maledetto tu fra tutto il
bestiame
e fra tutti gli animali selvatici!
Sul tuo ventre camminerai
e
polvere mangerai
per tutti i giorni della tua vita.
15Io porrò
inimicizia fra te e la donna,
fra la tua stirpe e la sua stirpe:
questa ti
schiaccerà la testa
e tu le insidierai il calcagno».

16Alla
donna disse:

«Moltiplicherò i tuoi dolori
e le tue gravidanze,
con
dolore partorirai figli.
Verso tuo marito sarà il tuo istinto,
ed egli ti
dominerà».

17All’uomo disse: «Poiché hai ascoltato la voce di
tua moglie e hai mangiato dell’albero di cui ti avevo comandato: «Non devi
mangiarne»,

maledetto il suolo per causa tua!
Con dolore ne trarrai il
cibo
per tutti i giorni della tua vita.
18Spine e cardi
produrrà per te
e mangerai l’erba dei campi.
19Con il sudore
del tuo volto mangerai il pane,
finché non ritornerai alla terra,
perché
da essa sei stato tratto:
polvere tu sei e in polvere
ritornerai!».

20L’uomo chiamò sua moglie Eva, perché ella fu
la madre di tutti i viventi.
21Il Signore Dio fece all’uomo e a
sua moglie tuniche di pelli e li vestì.
22Poi il Signore Dio
disse: «Ecco, l’uomo è diventato come uno di noi quanto alla conoscenza del bene
e del male. Che ora egli non stenda la mano e non prenda anche dell’albero della
vita, ne mangi e viva per sempre!». 23Il Signore Dio lo scacciò dal
giardino di Eden, perché lavorasse il suolo da cui era stato tratto.
24Scacciò l’uomo e pose a oriente del giardino di Eden i cherubini e
la fiamma della spada guizzante, per custodire la via all’albero della
vita.